Piccoli, ma ancora insufficienti, passi in avanti

Nel corso dell’incontro di ieri il Presidente dell’Organo di Gestione, Dott. Tarozzi, ha riepilogato lo stato della trattativa, articolandola in tre passaggi fondamentali che caratterizzano la fase attuale del confronto:

  1. Il perimetro dei 24 punti vendita oggetto di cessione
  2. La gestione dei 180 esuberi nelle sedi
  3. Il tema dei magazzini, individuato come terzo e ultimo elemento del percorso

Le motivazioni della cessione dei 24 punti vendita

Il Direttore Generale ha illustrato le ragioni che hanno condotto la cooperativa alla decisione di procedere con la cessione dei 24 negozi, individuate principalmente in:

  • conti economici fortemente critici;
  • collocazione dei punti vendita in aree dove risulta impossibile uno sviluppo futuro;
  • presenza di una concorrenza particolarmente rilevante.

Viene inoltre precisato che non si tratta degli unici punti vendita in difficoltà: dei restanti 134 negozi, circa la metà presenta un conto economico negativo.

Tempi e garanzie occupazionali

Un primo elemento di avanzamento registrato riguarda i tempi di confronto per la cessione, che passano da 25 a 45 giorni, estendendo di fatto la durata prevista dall’art. 47.

È stato confermato che:

  • verrà applicato integralmente l’articolo 2112 del Codice Civile per tutti i dipendenti coinvolti, garantendo la piena continuità lavorativa;
  • non è prevista alcuna chiusura dei punti vendita, che resteranno aperti fino al perfezionamento della vendita.

Prospettive industriali

Tarozzi ha ribadito quanto già anticipato nell’ultimo incontro: la cooperativa intende riprendere il percorso di investimento, con:

  • nuove aperture;
  • ristrutturazioni;
  • investimenti sui sistemi tecnologici.

L’obiettivo dichiarato non è la contrazione, ma il rilancio dell’attività, in coerenza con il piano industriale.

Riorganizzazione delle sedi

È stata illustrata la nuova configurazione organizzativa:

  • resterà una sede principale a Vignale, affiancata da presidi territoriali a Castiglione e Roma;
  • le sedi di Terni e Castiglione verranno accorpate, con una presenza complessiva di 90 lavoratori;
  • a Vignale si passerà dagli attuali 314 dipendenti a 234;
  • a Roma resterà una struttura di 25 lavoratori.

Gestione degli esuberi

Per gli esuberi di sede, la cooperativa propone:

  • un incentivo all’esodo di 30.000 euro per un IV livello full time;
  • importi che verranno riparametrati in base a livello e part-time.

Nel caso in cui non si raggiunga il numero di uscite auspicate, viene prevista la ricollocazione dei lavoratori nei punti vendita, tenendo conto delle esigenze organizzative dei negozi.

Magazzini

È stato confermato che:

  • i magazzini resteranno attivi a Vignale e Castiglione, con un forte investimento, in particolare sull’area freschi;
  • il magazzino di Terni verrà ceduto.

La posizione Cobas

Come Cobas abbiamo espresso una valutazione positiva sull’estensione dei tempi di confronto, ritenendo l’allungamento dei giorni un primo passo utile in virtù dell’estensione dell’art. 47.

Abbiamo però ribadito la necessità di:

  • definire linee di passaggio ulteriori e più articolate rispetto al solo art. 2112, affinché la continuità sia non solo formale ma sostanziale;
  • lavorare per una vera unità tra lavoratori ex Unicoop Tirreno ed ex Unicoop Centro Italia, evitando soluzioni che penalizzino singoli o gruppi;
  • garantire che gli strumenti di uscita siano rispettosi dei tempi, delle specificità e delle condizioni personali dei lavoratori.

È stata inoltre riaffermata la centralità di un magazzino su Roma, ritenuto indispensabile per ridurre i costi logistici che oggi gravano pesantemente sui conti economici generali e dei punti vendita.

Criticità aperte e proposte Cobas

Riteniamo la proposta economica sull’esodo ancora non adeguata e segnaliamo che molte problematiche restano ad oggi non affrontate.

Per questo abbiamo proposto:

  • la costituzione di un tavolo tecnico, con la presenza di nostri esperti, per valutare nei momenti di passaggio l’utilizzo di ammortizzatori sociali utili a una gestione più armonizzata dell’esodo e delle ricollocazioni;
  • la creazione di una “Commissione paritetica di gestione della crisi”, quale luogo stabile di confronto, monitoraggio e verifica.

La cessione dei 24 punti vendita e la gestione di 180 esuberi configurano una situazione complessa che, a nostro avviso, non può essere affrontata esclusivamente tramite singoli accordi. È necessario affiancare agli strumenti negoziali ordinari un presidio costante di controllo e relazione.

La nostra proposta è stata formalmente consegnata a Unicoop Etruria.


Replica della cooperativa

Riprendendo la parola, il Direttore Generale Tarozzi ha comunicato che:

  • le nostre proposte aprono a una possibile evoluzione del confronto;
  • al momento non vi è apertura sull’utilizzo degli ammortizzatori sociali;
  • gli incentivi all’esodo restano, allo stato attuale, destinati esclusivamente ai lavoratori di sede.

È stata ribadita la centralità del punto vendita come luogo fondamentale per ricostruire un rapporto coerente con i valori del mondo cooperativo.

Il prossimo incontro è fissato per il giorno 13.


Conclusioni Cobas

Ribadiamo che, pur registrando piccoli passi in avanti, questi risultano ancora insufficienti. La proposta attuale non legge pienamente la complessità che inevitabilmente si verrà a creare.

Riteniamo necessario:

  • calendarizzare incontri più puntuali e stringenti sulle singole tematiche;
  • aprire un focus specifico sui punti vendita, che oggi rappresentano il fulcro delle criticità anziché un volano di possibilità.

Registriamo inoltre una carenza e una povertà di relazioni sindacali da parte di troppi direttori. Per noi i tavoli, anche quando affrontano temi apparentemente lontani dalla quotidianità del negozio, si costruiscono dal basso.

Ci sarà molto lavoro da fare, anche oltre i tempi stabiliti dalla legge, per una ricostruzione profonda fatta di ascolto, presenza e relazione con tutte le colleghe e i colleghi.

Invitiamo quindi tutte e tutti a contattarci, per condividere situazioni collettive e personali che possano essere portate al tavolo.
Il sindacato si costruisce con i lavoratori, non in stanze parcellizzate e lontane, disperse in mille province.

Cobas Commercio e Turismo

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