Sul proprio sito, Boggi Milano si presenta come un brand italiano presente con 235 negozi in oltre 61 Paesi, orientato all’innovazione, alla sostenibilità e alla qualità. L’azienda sottolinea inoltre la propria attenzione ai principi etici, al rispetto della persona, alla valorizzazione delle diversità e alla centralità degli stakeholder.
Parole importanti. Proprio per questo ci aspetteremmo la stessa attenzione anche nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori e delle loro rappresentanze sindacali.
Negli ultimi mesi, come Cobas, abbiamo inviato all’azienda due richieste di incontro formali, motivate e circostanziate, ponendo questioni precise riguardanti:
- l’organizzazione del lavoro;
- la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro;
- la gestione del lavoro domenicale e festivo;
- alcune problematiche segnalate dalle lavoratrici e dai lavoratori in merito al clima lavorativo.
Ad oggi, tali richieste non hanno trovato disponibilità al confronto.
Nel frattempo, dalle segnalazioni che continuano ad arrivarci emerge un quadro di crescente preoccupazione. Si respira un clima di forte tensione e di incertezza. In diversi casi, i trasferimenti tra punti vendita vengono percepiti dai dipendenti come uno strumento potenzialmente in grado di incidere significativamente sulla loro condizione lavorativa, alimentando preoccupazioni e timori. Allo stesso modo, vengono riferite difficoltà relazionali e momenti di attrito nei rapporti con alcuni livelli di responsabilità aziendale, situazioni che meritano di essere affrontate attraverso strumenti di dialogo e confronto.
Naturalmente, ogni realtà aziendale è complessa e le criticità possono emergere ovunque. È però proprio nelle situazioni difficili che si misura la qualità delle relazioni industriali.
Un’azienda che rivendica una forte identità etica, che investe nella formazione e che dichiara di considerare centrali i propri stakeholder dovrebbe considerare il confronto con i rappresentanti dei lavoratori non come un problema, ma come un elemento ordinario e positivo della propria organizzazione.
Per quanto ci riguarda, continueremo a fare il nostro lavoro: raccogliere le segnalazioni, dare voce alle lavoratrici e ai lavoratori e chiedere con determinazione l’apertura di un confronto vero sulle questioni poste.
Non resteremo in silenzio e non ci fermeremo. Perché il rispetto delle persone che ogni giorno fanno vivere i punti vendita non può rimanere soltanto una dichiarazione contenuta in una pagina aziendale: deve tradursi in pratiche concrete, ascolto e relazioni sindacali all’altezza dei principi che si affermano di condividere.
Cobas Commercio
