UNICOOP ETRURIA: AGGIORNAMENTO SUL PIANO INDUSTRIALE E SULLE PROSSIME SFIDE
Si è svolto ieri l’incontro tra Unicoop Etruria e la nostra Organizzazione Sindacale, nel corso del quale la Cooperativa ha fornito un aggiornamento sulla situazione aziendale, sulle operazioni di cessione e sull’avanzamento del piano industriale.
CESSIONE DI TRE PUNTI VENDITA
La Cooperativa ha comunicato la cessione di tre punti vendita: Camerino e Corridonia, appartenenti alla rete Super Conti, e Sulmona, appartenente a Unicoop Etruria.
L’acquirente sarà Conad Adriatico, attraverso una propria società controllata.
Le operazioni seguiranno le procedure previste dalla normativa per questo tipo di cessioni. Per gli altri punti vendita sono in corso ulteriori trattative. La Cooperativa ha comunicato che nei primi giorni di ottobre è previsto un nuovo incontro nel quale verranno illustrati gli eventuali accordi raggiunti.
ESODI E RICOLLOCAZIONI
Per quanto riguarda la procedura di esodo incentivato, vengono confermate le uscite già definite.
Rimane invece aperta la situazione dei 30 colleghi che non hanno aderito all’esodo, per i quali è in corso di definizione un percorso di ricollocazione all’interno della rete dei punti vendita. La Cooperativa ha indicato come momento successivo all’implementazione dei sistemi informatici quello nel quale procedere concretamente alle ricollocazioni.
Dal 30 settembre cesseranno inoltre le attività delle sedi di Terni e Roma Casilino. Per Roma rimarrà una struttura destinata a supportare le attività gestionali.
IL PIANO INDUSTRIALE E L’AREA ROMANA
Nel corso dell’incontro è stato presentato anche un aggiornamento del piano industriale, che si trova ormai in una fase intermedia della sua attuazione.
La Cooperativa ha ribadito il mantenimento e il rafforzamento dell’area romana, considerata strategica e capace di produrre effetti sull’intero equilibrio della Cooperativa.
È stata inoltre confermata la volontà di intervenire sulla rete attraverso importanti ristrutturazioni, a partire dai punti vendita di Bagno di Gavorrano e Laurentino, con un programma che nel corso del 2027 dovrebbe interessare progressivamente le diverse regioni.
I dati illustrati evidenziano che il 2025 ha prodotto un risultato commerciale negativo per circa 38 milioni di euro, sostanzialmente in linea con quanto previsto dal piano industriale.
Allo stesso tempo vengono registrati alcuni elementi considerati positivi: vendite, volumi e numero degli scontrini sono cresciuti di circa il 2,5%.
L’obiettivo dichiarato rimane quindi quello di recuperare redditività attraverso una revisione degli assortimenti e una gestione più efficace della rete.
Anche il 2026 dovrebbe chiudersi con un risultato negativo, sia sul piano commerciale sia finanziario, secondo quanto previsto dal piano. Per il 2027 la Cooperativa punta invece al recupero attraverso l’uscita dei 24 punti vendita prevista dal piano e l’efficientamento dell’area romana.
SALARIO VARIABILE: LA POSIZIONE DEI COBAS
Un passaggio importante dell’incontro ha riguardato il salario variabile relativo al 2025.
La Cooperativa ha comunicato che, alla luce dei risultati economici, non è prevista l’erogazione del salario variabile, dichiarando però che è aperta a valutare possibili riconoscimenti per lo sforzo effettuato dai lavoratori.
Come Cobas abbiamo rappresentato una posizione precisa: riteniamo che il salario variabile debba essere innanzitutto valutato alla luce di quanto previsto dagli integrativi aziendali vigenti, nel rispetto degli impegni e delle regole che disciplinano la materia.
Allo stesso tempo, riteniamo che un tema così importante non possa essere affrontato semplicemente contrapponendo una posizione all’altra. La nostra posizione è chiara, ma non intendiamo sottrarci al confronto sulle modalità attraverso le quali affrontare questa fase e sulle eventuali soluzioni che possano essere individuate.
Per noi, però, questo confronto deve avere un elemento imprescindibile: il coinvolgimento dei lavoratori.
I lavoratori non sono semplicemente i destinatari delle decisioni che vengono assunte. Sono la parte che ogni giorno, nei negozi e nelle sedi, ha contribuito concretamente a mantenere in piedi la Cooperativa durante una fase particolarmente complessa.
Per questo siamo disponibili a discutere, senza rinunciare alle nostre valutazioni, ma riteniamo necessario che il confronto possa svilupparsi anche attraverso un rapporto diretto con chi lavora.
IL RINNOVO DEGLI INTEGRATIVI
Sul rinnovo della contrattazione integrativa la Cooperativa ha comunicato di non aver al momento proceduto alla disdetta dei tre integrativi esistenti.
È stata manifestata la volontà di avviare prossimamente un confronto strutturato che possa portare alla costruzione di un nuovo riferimento contrattuale adeguato alla complessità della nuova Unicoop Etruria.
È un passaggio che consideriamo particolarmente importante.
La nascita della nuova Cooperativa ha infatti modificato dimensioni, territori, organizzazione e problemi. Proprio per questo riteniamo che il nuovo integrativo non possa essere semplicemente la somma dei precedenti, ma debba diventare uno strumento capace di tenere insieme le diverse realtà e di dare risposte concrete ai lavoratori.
CAMBIARE PASSO NELLE RELAZIONI SINDACALI
Come Cobas abbiamo inoltre evidenziato alcune criticità che, soprattutto nella fase attuale di transizione organizzativa, possono avere ricadute sul lavoro quotidiano e sulle condizioni dei lavoratori.
Lo abbiamo fatto senza voler trasformare ogni problema in uno scontro, ma con la convinzione che se la Cooperativa sta chiedendo un cambio di passo sul piano industriale, altrettanto necessario sia un cambio di passo nelle relazioni sindacali.
Sulle ristrutturazioni dei punti vendita esprimiamo un giudizio favorevole sulla necessità di investire e ammodernare la rete. Sono anni, però, che nei negozi segnaliamo queste necessità senza trovare sempre un interlocutore disponibile ad ascoltarle.
Ci auguriamo quindi che questa nuova fase possa essere diversa.
In particolare nell’area romana, dove abbiamo evidenziato una situazione di forte sofferenza non soltanto dal punto di vista organizzativo, ma anche sotto il profilo delle relazioni, dell’ascolto e del dialogo.
E forse proprio qui c’è una delle questioni più importanti che la nuova Unicoop Etruria deve affrontare: costruire finalmente gruppi capaci di confrontarsi, anche quando le posizioni sono diverse.
La diversità non dovrebbe essere considerata una minaccia, ma una risorsa.
Una posizione sindacale non può pretendere di rappresentare da sola tutta la complessità di una realtà così grande. Allo stesso tempo, la semplice somma delle singole posizioni non costruisce automaticamente il bene comune.
Il compito del sindacato, soprattutto in una fase come questa, è provare a mettere insieme differenze, esigenze e punti di vista, cercando le soluzioni che possano produrre il maggiore beneficio possibile per l’insieme dei lavoratori.
Per questo i Cobas continueranno a portare le proprie posizioni, senza rinunciare alla propria autonomia, ma con la disponibilità a confrontarsi con tutti.
La nuova Unicoop Etruria ha davanti sfide importanti. Per affrontarle non servono meno voci, ma più ascolto, più confronto e una maggiore capacità di trasformare le differenze in una forza collettiva
